Cos'è il Rating di Legalità

Come funziona e chi può richiederlo

In breve. Il Rating di Legalità è uno strumento introdotto in Italia per premiare le imprese che operano secondo principi di legalità e trasparenza. Lo rilascia l'AGCM ed è espresso in stelle: da una a tre, con segni «+» intermedi.

Chi può richiederlo. Le imprese che soddisfano i requisiti di ammissibilità ex Art. 2 del Regolamento — sede operativa in Italia, fatturato minimo di 2 milioni nell'ultimo esercizio chiuso, iscrizione al Registro delle Imprese o al R.E.A. da almeno 2 anni — e i requisiti obbligatori (assenza di condanne rilevanti, regolarità fiscale e contributiva). Per salire di punteggio si aggiungono i requisiti premiali.

Durata. Triennale, rinnovabile (Art. 18 c.1 Reg. AGCM 31812/2026). Si mantiene solo se i requisiti continuano a essere soddisfatti nel tempo.

Normativa di riferimento. Art. 5-ter del D.L. 1/2012 (convertito dalla L. 62/2012) e successive modifiche. Dal 16 marzo 2026 è in vigore il nuovo Regolamento AGCM (Delibera n. 31812/2026), che ha reso lo strumento più selettivo. Chi ottiene il Rating oggi entra in una categoria più ristretta e più esclusiva.

Perché conta economicamente

Il Rating di Legalità non è un attestato. È la traduzione del sistema organizzativo in punteggio AGCM - e quindi in posizionamento misurabile su quattro fronti economici.

Due imprese. Stessa offerta. Stesso prezzo. Una ha il Rating, l'altra no.

A parità di condizioni, prevale quella con il Rating.

Non perché sia migliore in assoluto. Perché parte con più punti, più fiducia, più credibilità.

I quattro fronti economici

Il Rating — per legge — produce effetti misurabili su quattro fronti distinti:

Fronte

Effetto

Riferimento normativo

Gare pubbliche

Riduzione delle garanzie per partecipare a bandi pubblici

Art. 106 D. Lgs. 36/2023 - nuovo Codice Appalti

Rapporti bancari

Gli istituti di credito tengono conto del Rating in istruttoria con riduzione dei tempi e dei costi per la concessione dei finanziamenti

art. 3 Decreto interministeriale MEF-MISE n. 57 del 2014

Supply chain strutturata

Criterio di selezione fornitori da parte di clienti corporate e partner internazionali. Attestazione AGCM in lingua inglese dal 2026

Reg. AGCM 31812/2026

Finanziamenti pubblici

Attribuzione di punteggio aggiuntivo; riserva di quota delle risorse finanziarie allocate; incremento dell’ammontare delle agevolazioni

Art. 8 D. Lgs. 184/2025 Codice degli Incentivi (vigente dal 2026)

Sono effetti normativi, non commerciali. Non dipendono da chi gestisce il Rating: dipendono dal fatto di averlo.

Il numero che conta

In Italia: meno di 17.000 imprese con Rating su 4,4 milioni. È selezione, non massa.

Il Rating, di fatto, distingue un sottoinsieme estremamente ristretto del tessuto produttivo. Non è uno strumento di massa. È un indicatore di selezione.

Cosa comporta non averlo

  • Perdita di punti nelle gare.
  • Tassi di interesse più alti.
  • Minor credibilità con investitori e partner.
  • Perdita strutturale di opportunità.

Non averlo, oggi, non è una scelta neutra.

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